Proposta di legge “181”

La proposta di legge di iniziativa popolare “181” sarà presentata alla stampa a Roma lunedì 13 maggio 2013 alle ore 12.00 presso la sede UNICEF di via Palestro 68, zona Stazione Termini

 

Le Parole Ritrovate sono un Movimento nato nel 2000 per far incontrare utenti e operatori dei Servizi di salute mentale, familiari e cittadini. L’ impegno e la sfida è lavorare tutti assieme! Essere soggetti attivi e propositivi. Il nostro ultimo impegno in ordine di tempo è la proposta di Legge “181”.
Con questa proposta vogliamo dare il più possibile in tutta Italia gambe ai principi della Legge 180, principi e Legge in cui fortemente ci riconosciamo.Vogliamo dare concretezza alle esperienze fin qui maturate dal nostro Movimento e contribuire a garantire in tutt’Italia risposte efficaci e di qualità al disagio psichico e fortemente partecipate anche dagli utenti e familiari.
La legge Basaglia 180-1978 è il frutto di una grande rivoluzione culturale che ha portato alla chiusura dei manicomi, terribili emblemi di morte civile. La legge 180 ci ha lasciato un impegno di quelli che vanno onorati: offrire ai malati e alle loro famiglie una rete di servizi efficienti inventando letteralmente un modello di cura tutt’altro che semplice e scontato.
La piccola rivoluzione della nostra “181” scommette sul valore positivo delle idee che la animano, vuole portare aria nuova in un dibattito che da anni produce quasi solo conflitti ideologici. Sollecita buone cure e pari dignità, certamente, ma condite di fiducia e speranza, scienza e passione, di curare plurale, di relazioni paritarie, di sapere esperienziale di utenti e familiari che entra dentro il sistema, di squadre di cura che scommettono assieme sul futuro, su un welfare ricco delle prestazioni necessarie, ma soprattutto ricco di relazioni.
Una proposta di legge inusuale per il linguaggio colorato e ottimista e per gli impegni condivisi e sorridenti. Tante buone prassi già in atto presso alcune realtà in giro per l’Italia devono diventare la norma perché utenti e familiari non possono/non devono pagare il prezzo dell’incapacitá delle istituzioni. È perché queste incapacità e le loro conseguenze non devono offrire l’alibi a chi propone false riforme che ci riporterebbero verso un passato con cui non vogliamo più avere nulla a che fare.