Informazioni per chi desidera portare Le Parole Ritrovate nella propria città

In questa sezione troverete delle “istruzioni per l’uso” e delle informazioni per chi desidera organizzare una puntata di Parole Ritrovate.

Costruito da Massimo Cirri e Renzo De Stefani per mandato del gruppo di Coordinamento Nazionale tenutosi a Bologna il 14 gennaio 2006

Ecco alcuni suggerimenti:

1. Aggregare come organizzatori il maggior numero di realtà pubbliche e private attive in tema di salute mentale e inoltre, se possibile, il Comune e/o altri Enti territoriali

2. Formare un gruppo di lavoro che costruisca in spirito di condivisione il percorso che porta alla giornata delle PR. La costruzione del percorso è sovente importante e formativa per chi vi partecipa quanto l’esito. Per questo il gruppo di lavoro dovrebbe essere il più possibile espressione delle realtà organizzatrici.

3. Avere particolare attenzione che nelle realtà coinvolte o quantomeno nel gruppo organizzatore ci siano utenti e familiari per ovvia coerenza con lo stile di PR

4. Individuare la giornata della settimana (feriale, sabato, domenica) in relazione al tipo di presenze attese e alle loro necessità (tener conto non solo delle esigenze degli operatori o dei familiari)

5. Orientativamente limitare ad una giornata la durata dell’incontro

6. Costruire un pieghevole che contenga, Logo e marchio per esteso, la presentazione di cosa sono PR (le 20 righe standard che ci sono in tutti i pieghevoli) la presenza tra gli organizzatori del coordinamento nazionale di PR (per essere facilitati nel compito potete richiedere e consultare il fascicoletto che contiene le fotocopie di tutti i pieghevoli degli incontri già fatti)

7. Individuare una data che sia stata condivisa col coordinamento nazionale per evitare sovrapposizioni o ingorghi

8. Individuare una sala che abbia ovvi requisiti di confort e che sia predisposta in modo da favorire la comunicazione circolare (l’ideale è la disposizione delle sedie a cerchio su più file, quella da evitare è l’anfiteatro con palco sopraelevato e poltrone cardinalizie). Utilizzare in ogni caso tutti gli accorgimenti possibili per ridurre la distanza tra chi parla e chi ascolta.

9. Scegliere se la tematica dell’incontro è di carattere generale (scambi di esperienze a 360 gradi) o tematico. Di solito negli incontri regionali, salvo casi particolari, si preferisce tenersi su argomenti generali anche per coinvolgere un maggior numero di partecipanti.

10. Organizzare la giornata in modo che il clima interno sia piacevole e di reale condivisione e tale comunque da favorire la libera espressione di tutti quelli che lo vogliono Per fare questo occorre garantire:

– la presenza di uno o più facilitatori della giornata che ne accompagnino i lavori. Possibilmente vanno individuati tra quanti hanno lavorato all’organizzazione o comunque sono “esperti” di PR e vanno assolutamente evitati conduttori formali, primari o secondari che non sono addentro a PR,

– la fluidità degli interventi, in parte preordinati, in parti lasciati all’improvvisazione del momento favorendo gli interventi liberi, con particolare attenzione a quelli di utenti e familiari ,

– il clima generale della giornata coerente con lo stile e gli obiettivi di PR. Siamo nati per dare voce a TUTTI, voce che è anzitutto di testimonianza personale, di racconto di fare insieme, di proposta che valorizzi le risorse, il cambiamento che crediamo possibili, la responsabilità che ciascuno di noi non vuole delegare a terzi ( un clima quindi “gioioso”, perché per le persone che parlano quel momento assume un valore importante, perché è importante ascoltare, condividere, progettare assieme. PR non è il luogo delle battaglie, magari giuste, legittime e importanti in altro contesti. PR è il luogo dove il “fare insieme” viene raccontato da chi lo sta facendo, da chi lo vorrebbe fare, da chi ha bisogno di capire se e come è possibile farlo ( prevedere la possibilità di intervallare il racconto di esperienze, spesso di alta carica emotiva, con la partecipazione amicale di un piccolo gruppo musicale, o una lettura di poesie, per brevissimi stacchi. Ideale che si tratti di espressioni artistiche maturate all’interno di un percorso delle PR, da raccontare con una breve presentazione ( organizzarsi affinché il pranzo della giornata sia anch’esso il più possibile consumabile assieme e diventi così un momento di condivisione importante ( utilizzare un linguaggio che “parli” il più possibile di integrazione, comunanza, vicinanza tra le persone. Evitare i tecnicismi utilizzati nei dialetti degli operatori a favore di una lingua più universale.

– ricordare che il linguaggio può essere grande ponte tra le persone, ma anche e sottilmente, insormontabile barriera, come quando ci si esprime in termini di “Noi” e “Loro”. Ridurre al minimo nel linguaggio l’utilizzo delle categorizzazioni distanzianti tra le persone: “pazienti”, “utenti”, “familiari di…”, “sono uno psicologo”. Preferire il termine persona.

11. La presenza di autorità di vario tipo e natura. Nei convegni tradizionali le autorità parlano all’inizio e poi rapidamente se ne vanno. Nello stile di PR se le invitiamo chiediamo loro di partecipare ascoltando quello che diciamo e poi di intervenire nel corso della giornata il più fuori possibile dalla ufficialità formale del loro ruolo. Quando questo è stato fatto le cose sono andate MOLTO bene per tutti.

12. È importante che negli incontri provinciali o regionali la gran parte degli interventi sia fatta da persone o gruppi “indigeni”. Qualcuno pensa che invitare ad una puntata di PR personaggi più o meno noti di altre regioni o di altri paesi qualifichi la giornata. Non è così, anzi! Il motivo è semplice: PR nasce per dare voce alle persone che vivono nel territorio dove PR si tiene, per valorizzarne risorse e quant’altro. Ascoltare persone “forestiere” serve poco. Serve che tanti Giovanni che vivono in quella città o in quella regione possano dire la loro e tornare a casa contenti per averla detta.

13. Alla chiusura dell’incontro sarebbe bello darsi un qualche appuntamento per altre iniziative, magari da fare assieme ad altre realtà simili (ad esempio i circuiti delle Polisportive o quanto offre quel territorio).

14. Tutto quello che qui non c’è scritto ma che può aiutare a raggiungere gli obiettivi di PR favorendo tra noi un clima di ascolto, di condivisione, di amicalità .

Trento, Milano gennaio 2006

Per ulteriori informazioni contattataci: leparoleritrovate@apss.tn.it