Progetto Africa 2009: fareassieme la ‘nostra’ scuola a Muyeye

Una ramo di follia fa bene all’albero della vita

CHI SIAMO

Le Parole ritrovate sono un movimento di utenti, operatori, familiari e cittadini della salute mentale, che racchiude in sé numerose ed eterogenee realtà di tutta Italia, che porta avanti l’idea del fareassieme come metodo di lavoro e di impegno sociale.

Le Parole ritrovate nascono nel 2000 e da allora organizzano eventi in tutta Italia per promuovere questo approccio alla malattia mentale, un approccio che vuole pensare positivo, valorizzare le cose buone che si stanno facendo, promuoverne di nuove.

Le Parole ritrovate vogliono raccontare tante storie, di ordinaria quotidianità, dove lo scambio delle esperienze di ciascuno ci ha arricchito tutti, dove vedere anche le risorse e non solo i problemi ha fatto la differenza, dove la qualità della vita è migliorata perché ciascuno ha fatto, in compagnia di tanti altri, un pezzo di strada assieme.

Lo scopo ultimo: aprire e diffondere i laboratori, le botteghe, i supermercati del fareassieme. Perché sono semplici, facilmente replicabili, economici, efficaci. Perché non sempre alla complessità dei problemi, delle società, degli intrecci comunitari bisogna per forza rispondere con la stessa moneta.

Quello che ci appare sempre più dimostrato è che il fareassieme produce un aumento della fiducia e del clima positivo tra utenti familiari e operatori, un aumento della soddisfazione degli utenti e dei familiari riguardo ai Servizi, un miglioramento della qualità delle prestazioni, un aumento dell’adesione ai trattamenti, una riduzione dei trattamenti sanitari obbligatori, una riduzione dello stigma e dei pregiudizi nella comunità.

( www.leparoleritrovate.com   www.fareassieme.it )

 

GLI EVENTI EXTRA-ORDINARI

Le Parole ritrovate hanno organizzato negli ultimi anni alcuni eventi di grande impatto mediatico per contribuire a contrastare stigma e pregiudizi verso la malattia mentale e per dare di essa un immagine la più possibile positiva e sorridente

2006: Oceano dentro. In barca a vela attraverso l’Atlantico, dieci uomini e donne inseguono un sogno: dimostrare che anche un equipaggio del Servizio di salute mentale di Trento può arrivare fino alla fine del mondo. Un “viaggio da matti” nell’oceano che è davanti a tutti noi, ma anche dentro ciascuno di noi. Racconta la traversata il film Oceano dentro di Sergio Damiani

2007: Quel treno speciale per Pechino. 208 utenti, familiari, operatori, cittadini attivi, appartenenti al mondo della salute mentale, provenienti da tutta Italia,  assieme da Venezia a Pechino, in un viaggio indimenticabile, per contrastare lo stigma e il pregiudizio verso la malattia mentale. Racconta il viaggio il film CIMAP. Cento Italiani Matti A Pechino di Giovanni Piperno.

2008: il giro d’Italia. Dal Friuli all’Etna passando per le varie regioni italiane una catena di 33 eventi per promuovere il fareassieme. Ogni evento ha prodotto un quadrato di stoffa che ne ha raccontato lo specifico significato. Cuciti assieme i 33 quadrati hanno dato vita ad una grandissima e colorata bandiera che ben simboleggia il nostro approccio.

 

FAREASSIEME LA ‘NOSTRA’ SCUOLA A MUYEYE

Nel 2009 abbiamo scelto di impegnarci concretamente in un progetto di cooperazione internazionale.  L’idea di fondo che ci ha spinto in questa direzione anche in questo caso è quella di veicolare verso il mondo della salute mentale un’attenzione positiva volta a contrastare lo stigma e i tanti pregiudizi che ancora la accompagnano.

Un gruppo numeroso di utenti, familiari, operatori e cittadini della salute mentale di tutta Italia si impegna fattivamente, sia a livello di contribuzione economica che di presenza personale, in un progetto di cooperazione internazionale, nello specifico nella costruzione di una scuola.

Il messaggio che vogliamo mandare è molto semplice. La follia non è solo o soprattutto dolore, sconfitta, pericolosità, incomprensibilità, solitudine. Il mondo della follia può servire a fare più vivibile e giusto il pianeta, fa bene all’albero della vita.

Durante il tempo della costruzione della scuola (5-6 mesi) diversi gruppi di Parole ritrovate si recheranno sul posto per accompagnare in modo attivo il progetto e per stabilire dei rapporti di amicizia e di scambio con la popolazione del villaggio dove sorgerà la scuola.

Questi rapporti sono destinati a permanere nel tempo e a dar vita ad un rapporto stabile tra il mondo di Parole ritrovate e gli abitanti del villaggio, anche al fine di mettere in campo altre iniziative.

Ogni gruppo regionale di Parole ritrovate renderà visibile il progetto nel proprio territorio, mentre il nostro coordinamento nazionale lo seguirà a livello italiano.

Le Parole ritrovate hanno individuato nell’Associazione Itake il partner per la realizzazione del progetto finalizzato a costruire una scuola nel villaggio di Muyeye in Kenya.

(crf. Scheda Itake/Muyeye)

 

GLI OBIETTIVI

O  contrastare e ridurre lo stigma e il pregiudizio nei confronti della malattia mentale e di chi ne soffre, valorizzando il dato che persone con una disabilità psichica possono / vogliono essere protagoniste di progetti per rendere migliore il pianeta

O promuovere l’inclusione sociale delle persone affette da malattie psichiche e tutelare i loro diritti

O suscitare un’attenzione positiva da parte dell’opinione pubblica sui protagonisti del mondo della salute mentale

O promuovere  l’efficacia valoriale del fareassieme in quanto determinante di miglioramento della qualità della vita delle singole persone e perciò della comunità

O favorire la contaminazione internazionale in una logica di fareassieme

 

LA RACCOLTA DI FONDI

Le Parole ritrovate sono impegnate alla copertura del 50% dei costi necessari alla costruzione della scuola per un controvalore di circa 60.000 Euro.

La raccolta avverrà tramite un contributo personale di quanti andranno a Muyeye e attraverso iniziative nazionali che serviranno anche a diffondere l’informazione sul progetto

 

IL RITORNO DI IMMAGINE

Il progetto, come è già successo con gli altri eventi, sarà accompagnato e seguito da una attenta copertura mediatica. Da qui un ritorno di immagine atteso più che buono, anche in relazione al fatto che l’evento evoca e veicola un’immagine significativa, dal forte valore positivo a livello sociale e culturale.

 

GLI SPONSOR

Il progetto prevede l’individuazione di sponsor, sia per contribuire alla copertura dei costi per la costruzione della costruzione della scuola che per la copertura parziale delle spese di viaggio e soggiorno di quanti si recheranno in Kenya ad accompagnare il progetto.

 

PRODUZIONE DI UN DVD

È fondamentale nella logica del progetto documentarlo attraverso la produzione di un DVD girato da un regista professionista che ne garantisca la diffusione (come già avvenuto per gli altri eventi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Informazioni sull’Associazione che promuove il progetto:

 

Nome Associazione

ITAKE

Ragione Sociale

ONLUS

Data di costituzione

24 giugno 2006

Indirizzo della Sede

Via Brighindi 165 Frosinone

Telefono

0775 856652

Indirizzo Posta Elettronica

isagiudice@virgilio.it

Sito Internet

www.itaken.org

Aree di intervento

Sostegno a distanza,  cooperazione internazionale,educazione, formazione

Paesi d’Intervento

Italia e Kenia

Progetto Sostegno a distanza

Ragazzi in età scolare provenienti dai villaggi nei dintorni di Malindi

Progetto costruzione scuola

Scuola Professionale a MUYEYE (Malindi)

Referenti nel paese di intervento Dipartimento del Ministero dell’Educazione di MalindiDipartimento del Ministero della Gioventù e dello sport di Malindi

Comune di Malindi

KNUT (Association Kenya National Union teachers

“ITAKE” è un’Associazione di volontariato che non ha fini di lucro neanche indiretto ed opera esclusivamente per fini di solidarietà sociale.Lo spirito e la prassi dell’Associazione trovano origine nel rispetto dei principi della Costituzione Italiana, che hanno ispirato l’Associazione stessa, e si fondano sul pieno rispetto della dimensione umana, culturale e spirituale della persona. L’associazione Itake è presente sul territorio di Frosinone, ma conta sostenitori nel Lazio, in Toscana, in Campania e nel Veneto.Le aree d’intervento sono: sostegno a distanza, cooperazione internazionale, educazione formazione.I Paesi d’intervento sono Italia e Kenia. L’esperienza maturata  nei progetti  di sostegno a distanza (SAD) dei bambini  residenti  nei villaggi nei dintorni di Malindi (Kenya), negli anni, ha rinforzato il  convincimento che un addestramento ad un’attività lavorativa, dopo la scuola primaria, sia il presupposto essenziale per lo sviluppo, la crescita individuale e il riscatto da una condizione di precarietà e bisogno,  con il conseguente mantenimento della propria dignità e la conquista di condizioni migliori di vita personale e collettiva. Da queste considerazioni  è nata  l’idea di costruire una scuola professionale che ha preso i contorni di un progetto, dopo l’incontro con il KNUT, un’associazione d’insegnanti del Kenia che ha fatto da intermediaria sia per il reperimento di un terreno idoneo sia per l’individuazione di un tecnico che ha realizzato il progetto da presentare alle autorità locali. Nello specifico la scuola prevede la dotazione di tre laboratori: sartoria, lavorazione dei metalli e saldatura, cottura e lavorazione dell’argilla; tali scelte nascono dalla conoscenza maturata nel corso degli anni a contatto con quella realtà e dalla constatazione che Muyeye è uno dei villaggi più esposti a malattie e morti in quanto sprovvisto di impianti idrici e fognari e di case in muratura. Le finalità primarie del progetto sono:

-acquisire competenze e abilità nella costruzione di case di mattoni e di impianti idrici e fognari;

– rispondere ad un’offerta di lavoro sul territorio – zona ricca di turisti e residenti stranieri-  dove la richiesta di manufatti (vasellami, sartoria, riparazioni) è particolarmente frequente. Il progetto di costruzione, realizzato da un geometra locale, prevede:

 

Il progetto di costruzione, realizzato da un geometra locale, prevede:

n. 1 forno;

n. 5 aule di cui 2 destinate all’attività didattica e 3 ai laboratori;

n. 1 locale mensa con annessi cucina e store;

n. 1 locale per gli uffici e i docenti;

n. 4 servizi igienici

 

Inoltre si prevede la dotazione di attrezzature per la saldatura e di macchine per cucire. I costi previsti sono di € 120.000.L’Amministrazione Locale ha donato a Itake il terreno su cui sorgerà la scuola, nel villaggio di Muyeye. A lavori ultimati Itake consegnerà la scuola al governo del Kenia.

 

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A Frosinone abbiamo parlato a lungo (specie durante una luculliana cena) con la presidente e una parte del direttivo di Itake, la associazione che sta promuovendo la costruzione della scuola a Muyeye (Malindi) Quindi il progetto di cui parliamo ormai da più di un anno diventa possibile In allegato trovate molto materiale compreso in particolare quello che i nostri gruppi possono fare nei 15 giorni di presenza nel cantiere e nel paese.  L’idea parlandone assume sempre più un bellissimo spessore e può essere l’inizio di un qualcosa di stabile. Una specie di sezione africana di parole ritrovate e del fareassieme. Leggete e scrivete. Tenete conto che il primo gruppo partirebbe non prima di fine agosto 2009 e che possiamo proseguire per 3-6 mesi .