Audizione XII Commissione Affari sociali in tema di DDL riforma assistenza psichiatrica

July 25, 2010 – 1:40 am

 Audizione XII Commissione Affari sociali in tema di DDL riforma assistenza psichiatrica

Roma, 14 luglio 2010

 

Note del Movimento Le Parole ritrovate

 

La legge 180/1978 ha introdotto in Italia una ‘rivoluzione’ nel campo della salute mentale perché

 

1.      ha sancito la chiusura dei manicomi

2.      ha sancito che di norma i trattamenti per malattia mentale sono volontari, limitandone l’obbligatorietà a poche e definite situazioni

3.      ha statuito che ‘gli interventi di prevenzione cura e riabilitazione relativi alle malattie mentali sono attuati di norma dai servizi e presidi extraospedalieri

 

Dal 1978 ad oggi i 2 primi principi ‘rivoluzionari’ della 180 sono entrati nelle pratiche quotidiane della salute mentale italiana.

Il 1° e più importante, quello della chiusura dei manicomi, è ormai consegnato alla storia.

Il 2°, sui trattamenti sanitari obbligatori, fa ancora oggi molto discutere, secondo noi impropriamente, o comunque in maniera eccessiva.

Il 3°, sulla territorializzazione dell’assistenza psichiatrica, non ha trovato nella legislazione ordinaria e soprattutto nelle pratiche quotidiane, un percorso e un radicamento applicativo adeguato. Di fatto a tuttoggi gli interventi di prevenzione cura e riabilitazione relativi alle malattie mentali attuati di norma dai servizi e presidi extraospedalieri non sono sufficientemente definiti sotto il profilo del chi fa che cosa dove e quando.

 

L’unica legge dello stato, dal 1978 a oggi, che si è occupata di normare i principi della 180 è stato il DPR 10.11.1999 Approvazione del Progetto Obiettivo “Tutela della salute mentale 1998-2000”.

Un testo sicuramente condivisibile, ma privo per sua propria natura della cogenza giuridica necessaria.

La maggioranza delle regioni ha emanato leggi, ma evidentemente senza un respiro nazionale e tra loro ovviamente del tutto scollegate

 

Inoltre è purtroppo sempre mancata a livello ministeriale o di enti collegati una rete che, a maggior ragione in assenza di un impianto legislativo ‘forte’, tenesse insieme il variegato e diversificato mondo della salute mentale italiana cercando di fornire nei fatti dati, buone pratiche, obiettivi, piste di lavoro e indirizzi condivisi.

 

Da ormai più di 30 anni nel paese si continua a litigare sulla 180, tra chi la considera una legge sbagliata e perciò da cambiare e soprattutto responsabile di tutto quanto non va nella salute mentale italiana e chi la considera un’icona immodificabile.

Basta leggerla per capire che la 180 non è nata per disegnare le cose da fare nel quotidiano della salute mentale.

La 180 era e resta fissata a quei 3 principi che abbiamo richiamato all’inizio.

Riempire di contenuti quella rivoluzione spettava e spetta ad altri provvedimenti legislativi e a una infinità di atti coerenti e conseguenti affidati alla buona volontà di tanti uomini operanti nelle ASL, nelle amministrazioni, nella politica locale, nella comunità tutta e anche al ruolo attivo dei tanti utenti e familiari in carico ai Dipartimenti di salute mentale italiani a cui troppo poco in questi 30 anni è stato riconosciuto in tema di ruolo e protagonismo.

 

Quindi il litigare su 180 si / 180 no appare mal posto e fuorviante e il movimento di Parole ritrovate se ne chiama assolutamente fuori. Per noi la legge 180 è un atto di grande valore etico e politico a cui dobbiamo la chiusura di luoghi dove centinaia di migliaia di cittadini italiani malati di mente hanno incontrato la violenza della reclusione in assenza di ogni cura degna di questo nome.

 

Abbiamo perso piuttosto tempo prezioso, sprecato sul brutto altare di dispute ideologiche e di cattivi principi, e che avremmo dovuto dedicare a tradurre in fatti coerenti e conseguenti il 3° principio contenuto nella Legge 180, quello del chi fa che cosa dove e quando, per garantire a tutti i cittadini italiani in tutti i loro luoghi di vita cure appropriate. A partire dal dato vero, ma non sufficiente, che in alcune aree del paese spirito e principi della 180 sono compiutamente realizzati. E dal dato altrettanto vero che in molte parti del paese la qualità dell’assistenza a psichiatrica lascia non poco a desiderare.

 

Quello che appare quindi doveroso è di dare a Cesare quel che è di Cesare, consegnare alle storia i meriti della 180 e preoccuparsi di renderne realmente operativa quella territorializzazione dei servizi che l’articolato della 180, per sua natura di legge quadro e di indirizzo generale, non prevedeva. Perché nessuno oggi vuole seriamente riaprire i vecchi manicomi e nessuno contesta che gli interventi di prevenzione cura e riabilitazione vadano fatti sul territorio.

 

La discussione, giustamente, si deve concentrare sul chi deve fare che cosa dove e quando, per uscire dalla palude di inutili dispute del tutto ideologiche e soprattutto da una Italia dove le risposte delle istituzioni deputate sono del tutto diverse a seconda dei luoghi, delle buone o cattive volontà di singoli responsabili di servizi, di politici locali e quant’altro.

Rimane il capitolo sui TSO che è ancora parte del dibattito attuale sulla 180 ma che può verosimilmente trovare una sua composizione in un quadro complessivo di più ampio e meditato respiro.

 

I disegni di legge all’attenzione di questa Commissione sono in larga misura, e in alcuni casi in via esclusiva, concentrati sull’obiettivo di prolungare nel tempo i TSO. Sicuramente riteniamo si possa discutere di TSO, ma non pensiamo in alcun modo che questo rappresenti il tema centrale della discussione né che da sue proroghe ad infinitum possano emergere le soluzioni ai mali della salute mentale italiana. Vi sono poi in alcuni ddl, e in particolare nel ddl Ciccioli e altri, la trattazione di alcuni temi che vanno oltre la discussione sulla durata dei TSO. Dalla lettura che abbiamo fatto di questo ddl, non abbiamo ricavato un quadro sufficientemente composito di come i proponenti vorrebbero garantire ai cittadini italiani appropriatezza ed equità di trattamenti in tutto il paese. E questo è fonte di stupore in presenza della dichiarazione di voler ottenere esattamente questo obiettivo. E non appaiono sufficienti alcuni spunti condivisibili, come quello, per esemplificare, che impegna il medico psichiatra a recarsi al domicilio dell’utente ove questi non si presenti agli appuntamenti presso i servizi territoriali.

 

Una legge che volesse andare a garantire equità e appropriatezza di trattamenti a tutti i cittadini italiani dovrebbe porsi, a nostro avviso, 4 obiettivi fondamentali conitnua a leggere »


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Commenti all’incontro di Gorizia 15 maggio

May 19, 2010 – 2:07 am

Sabato 15 maggio a Gorizia c’è stato un emozionante incontro di PR nel Parco Basaglia del vecchio OP dove tutto è iniziato 40 anni fa.
Anche chi come me ha lo stomaco pelosissimo non ha potuto non sentire dentro le farfalline muoversi e gli occhi ricoprirsi di un velo di rugiada Salvatore e Mila qui sotto ne parlano ed è bello poter mettere in rete in tempo reale le loro emozioni.

Siamo stati oggi a Gorizia. Le note della canzone antimilitarista “O Gorizia tu sei maledetta” hanno accompagnato in parte il nostro viaggio. Eravamo circa una ottantina di persone, provenienti dal Friuli, dal Trentino, dall’Emilia ecc.; lì nel parco; alcune ragazze parlavano un’altra lingua; utenti, familiari e operatori dei servizi di salute mentale. E ci siamo scambiati i soliti bacini, fra una tartina e un pezzo di focaccia. Questa festa campestre si è svolta nel parco intitolato a Franco Basaglia, appunto a Gorizia. Naturalmente il nome di Basaglia ha evocato in tutti noi scenari di vita che non vorremmo più rivedere ma anche buone pratiche, che rispettano la persona che, per qualsivoglia motivo, sono interessati dalla e alla salute mentale. Si potrebbe dire tutti gli esseri umani. Giacchè viviamo assieme non mi è indifferente quello che succede agli altri, tanto più che tutto di tutto leggiamo sui giornali e ascoltiamo dalle televisioni. In questo senso, la lotta allo stigma e al pregiudizio, verso la malattia mentale, ci coinvolgono tutti e coinvolge tutti. Io non sono vissuto, da adulto, ai tempi di Franco Basaglia. E poco mi traspare delle mie memorie da bambino, in merito. Ho visto l’emarginazione della persona affetta di disturbi psichici, ma anche forme di inclusione sociale, non per forza istituzionalizzata; spontanea, per così dire e più efficace anche per questo.  Credo che uno dei meriti della riforma psichiatrica, avviata da Basaglia, sia stata, anche quello di riuscire a spiegare che la persona che soffre o ha sofferto di disturbi psichici sia una persona come tutte le altre. E questo, per quanto banale, non sempre è scontato che tutti lo pensino. Per paura o per comodità. E, suffragato da questa mia disposizione d’animo, da un aneddoto che mi ha raccontato De Stefani, ci vedo anche una scelta etica, nella lotta per chiudere i manicomi e per un diverso rapporto di relazione fra la malattia psichica e la società. Come un riconoscere la corrispondenza delle due entità. Anche questo mi hanno comunicato le persone che su questo si sono espresse sull’argomento, e che, per diretta esperienza di queste cose, chi per l’età anagrafica, chi anche per aver conosciuto direttamente Basaglia, hanno descritto, a noi più “giovani” quegli anni cosa hanno significato per la salute mentale, in Italia. Ma non abbiamo vissuto una nostalgica giornata! Abbiamo parlato del fare assieme, e dei gruppi AMA; degli UFE e delle nostre esperienze personali, dei viaggi in Cina, in Africa e nelle varie parti d’Italia. Ad incontrarci e a stabilire nuove strade da percorrere.

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News da Pechino

November 13, 2008 – 3:19 am

Ecco le foto dell’accordo stipulato in Cina la scorsa settimana.
Le news da Pechino sono anche migliori del previsto! Gli amici cinesi hanno individuato la struttura dove aprire il 1° Centro di salute mentale all’insegna del fareassieme e impreziosito dalla presenza di tanti tanti UFE di cui si sono assolutamente innamorati !!! Incredibile ma vero!


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SELF-HELP”: Un viaggio nella salute mentale”

August 12, 2008 – 6:42 am

Tesi di Laurea in Pedagogia speciale di Massimo Costa

Clicca qui per scaricare la tesi completa


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