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Prima tappa del Giro d’Italia 2018: Report da Ostia

Sabato scorso è partita da Ostia (Roma) la prima tappa del nostro Giro d’Italia 2018. La giornata è vissuta, come nel nostro migliore stile, di tante esperienze di ‘fareassieme’ a dimostrazione che quanto seminato negli anni stia dando frutti. Sono un po’ mancati i grandi numeri, forse anche in relazione alla gara delle auto di Formula E (elettriche) che hanno corso in un circuito cittadino creando allarme per il paventato traffico.
2 considerazioni su cui riflettere:
• Sono mancati completamente gli operatori del CSM di Ostia e si contavano sulle dita di una mano quelli delle altre realtà laziali. Parlandone a microfoni spenti con Giovanni si diceva che in uno dei prossimi coordinamenti merita affrontare la cosa e studiare una strategia per portare ai nostri incontri una presenza di operatori, senza la quale il senso stesso del ‘fareassieme’ perde di significato. Senza contare che l’assenza degli operatori ‘scarica’ sulle spalle di utenti e familiari, e delle relative associazioni, compiti che sono assolutamente e primariamente sulle spalle di chi è chiamato per mestiere e per dovere (e per stipendio) a essere in primissima linea. Che poi ci siano presenze forti e appassionate di utenti e familiari ci riempie di piacere di orgoglio, ma non possiamo accettare ad infinitum di supplire compiti che o si fanno assieme o finiscono col tempo per perdere di forza e di significato.
• Una nota decisamente interessante è venuta dalla presenza di associazioni del territorio di Ostia che nulla hanno in comune con la salute mentale, ma che hanno portato con grande passione civile il piacere di condividere la nostra giornata e di aprire le proprie porte a quanti del nostro mondo hanno piacere di entrarvi. E gli esempi già ci sono. Lo scorso anno avevamo chiesto agli organizzatori delle tappe di allargarsi ad invitare realtà che si occupano di altre forme di disagio. Oggi sarà bene ragionare sull’invito ad associazioni altre che possono coinvolgerci da cittadini attivi e partecipi in attività che ci vedano presenti anche, e a volte soprattutto, fuori dei luoghi targati salute mentale. Ad Ostia erano presenti e sono intervenuti Amnesty International e la LIPU. Una lezione di ‘fareassieme’ che merita assolutamente riprendere e allargare.